A MontagnaLibri la lettura integrale de “Il sergente nella neve” di Mario Rigoni Stern
Giovedì 25 settembre a partire dalle ore 18.30 nel tendone di Montagnalibri allestito in Piazza Walther, 28 lettori leggeranno integralmente l'opera letteraria più famosa e più tradotta di Mario Rigoni Stern, quella che lo lanciò nell'orizzonte letterario italiano ed europeo: Il sergente nella neve.
Il sergente nella neve è uscito per la prima volta nel 1953, nei «Gettoni» diretti da Vittorini. Inizialmente apprezzato soprattutto per il valore della testimonianza, il romanzo ha mostrato le sue grandi qualità espressive con la progressiva distanza temporale dai drammatici avvenimenti raccontati. E ormai è giustamente considerato un classico del Novecento: per la lingua intensa e sempre concretissima, per l'alta moralità di fronte a esperienze estreme, per la totale mancanza di qualsiasi enfasi retorica.
Oggi, a quasi cinquant'anni dalla pubblicazione, questo celebre resoconto di un semplice sottufficiale alpino che si trova a combattere nel settore centrale del fronte russo, proprio quando l'esercito dell'Unione Sovietica sferra il suo potente attacco demolitore, acquista rilievo speciale. Man mano che i fatti narrati si allontanano nel tempo, il diario del sergente diventa piú intenso e assume i caratteri dell'esperienza perenne. La testimonianza scritta, rispetto agli eventi storico-geografici da cui è scaturita, intrattiene lo stesso rapporto che potremmo supporre fra la moneta e il suo conio.
Proprio questo realismo integrale, non cronachistico, né stemperato in una cosmesi elegiaca, ci autorizza a inserire Il sergente nella neve nei ruoli della grande e nobile tradizione del romanzo novecentesco, le cui opere volano alte, come classiche coppie di colombi, sulle macerie della seconda guerra mondiale, alimentando la speranza di chi non rinuncia a credere nelle ragioni dell'uomo. Dobbiamo quindi cominciare a pensare al capolavoro di Rigoni Stern con la medesima gratitudine che un russo rivolge alle Trincee di Stalingrado di Viktor Nekrasov e un tedesco si sente in dovere di nutrire per i racconti di Heinrich Böll.
(Dalla postfazione di Eraldo Affinati)
Trento, 22 settembre 2008
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03/12/2008
38° Premio ITAS del libro di montagna














